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TROPPO AVANTI
Come sopravvivere al mondo dello spettacolo

DAL GENNAIO 2008 NELLE
MIGLIORI LIBRERIE
PIOGGIA CHE CADE, VITA CHE SCORRE
Jovanotti: i grandi boh risolti da Piotta

Tommaso 'Piotta' Zanello firma il primo libro dedicato a un rapper da un altro rapper.
Lorenzo Cherubini alias “Jovanotti” a 40 anni
è il rapper più grande d'Italia, un rapper anomalo per sua stessa definizione. Il Ragazzo Fortunato è giunto “nel mezzo del cammin di nostra vita”, all'inizio di un nuovo ennesimo viaggio. Il coraggio di intraprendere questo cammino lo ha portato lontano, dalla sua adolescenza e dagli esordi degli anni 80, con un bagaglio sempre più ricco di esperienze e soprattutto di canzoni.
Attraverso i suoi testi, le sue parole, gli addetti ai lavori, gli amici in comune, il rap ei miei ricordi personali ho sviluppato questo libro pieno di aneddoti retroscena e dietro le quinte, a partire proprio dagli inizi come dj, dal primo disco Walking, dalla Roma di quegli anni e poi fino a Milano, naturalmente sempre attraverso la musica.
Quella musica che Lorenzo ha definito “un mistero”: “il mio rapporto con lei è quello che aveva un saltimbanco di un'epoca antica con la forza di gravità: non ne conosceva le leggi e le formule ma ne faceva l'esperienza e ne sfruttava la presenza per esprimere qualcosa (…). Fondamentalmente la amo da impazzire”.
DAL 27 SETTEMBRE 2006 NELLE
MIGLIORI LIBRERIE
NOVITA' : un nuovo racconto di Fabio Zanello "OK il prezzo è giusto"
(P)&(C) CASTELVECCHI \ ROBBA COATTA FACTORY

BEOGRAD BBOYZ
Bboyz sparsi per le strade, burners violenti sui muri di Belgrado, 79 a numero giorni di guerra, 79 giorni di Hip Hop spinto oltre ogni limite, 79 giorni.
Per ogni tramonto prima della guerra, per ogni freestyle su strade deflagrate, per ogni vita giocata fino all'ultima bombola.
Per ogni notte illuminata a giorno, per ogni amore e per ogni odio, per ogni BBoy che continua a devastare in yard. 79 notti.Disponibile da Novembre 2000

MDJ+ Via Padova est Milano. Ex blocco 10 Milano.
Reparto antincendio Palau. 22 anni, 22 fuochi, anno 1978.
BBoyz fino dentro gli occhi, BBoyz non è un libro,
ma un grido di protesta.
Gruppo sanguigno zero negativo, sangue in fiamme. Occhi verdi che continuano a sognare sotto cieli neri di Milano.
Vive ogni giorno fino alla fine, vive per la sua gente con la sua Luna.
Pronto per un altra guerra. Things fall apart.
Ma non ci sono atei in trincea.
(P)&(C) CASTELVECCHI \ ROBBA COATTA FACTORY
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HANNO RAPITO GORBACIOV
(ma secondo me era a Sanremo)
Estate 1991: si consuma in tv davanti a milioni di spettatori, tra uno spot e l'altro l'improvvisa dissoluzione dell'impero sovietico.
Attraverso un frenetico giro per la città di Roma, asfittici salotti borghesi, fino a una rocambolesca fuga negli States e in un allevamento di polli dall'oscura metodologia bio-tech, è l'inizio di una odissea generazionale alla ricerca di un Sogno che forse, in quanto tale, ha diritto a non avverarsi mai.
Fabio Zanello è nato trentasette anni fa a Roma, dove vive e lavora(?).
Ha pubblicato alcuni racconti su riviste, legge, va in biblioteca e sta abbastanza bene.
PREFAZIONE AL LIBRO "HANNO RAPITO GORBACIOV"
a cura di Pier Paolo Di Mino
Hanno Rapito Gorbaciov è una storia drammatica, di cui però solo il protagonista sembra rendersi conto: gli altri, i compagni cui egli si incarica di portare la cattiva novella del disfacimento del Paradiso in Terra (e la prossima decadenza dell'universo in paccottiglia cosmica), tutti coloro che sono stati con lui fino a quel momento, non mostrano in realtà di preoccuparsene, ciascuno alle prese col Nuovo Che Avanza, ovvero lavoro mal pagato- disoccupazione- flipper- yoga- eroina.
Al protagonista ovviamente non rimane che un'unica soluzione, come suggeriscono i dotti psicologi e sociologi moderni, ovvero integrarsi e accettare la cosa.
La psicologia e la sociologia sono delle scienze molto moderne che fanno fruttare i risultati delle loro ricerche autocertificandole, e trovando grandi verità nell'ultimo che parla.
Bisogna integrarsi, e allora ritroviamo il nostro nella patria del Nuovo Che Avanza. Si perde in America ma poi ha nostalgia dei flipper di periferia e torna, facendo a un certo punto quello che tutti devono fare, assumersi le proprie responsabilità e vivere con una donna, lavorare in fabbrica cercando rifugio nella campagna, ma il finale a questo punto non si può dire.
Tutta questa storia, è la verità, avrebbe potuto mettermi angoscia ma io so stare tutto il giorno senza far niente riuscendo a mantenere il sangue freddo.
Hanno Rapito Gorbaciov è il ritratto di una generazione che è saltata, nel migliore dei casi, in aria. E' un piccolo viaggio claustrofobico che ricorda Kiarostami nel suo nobile tentativo di cercare un posto buono per togliersi la vita, e scoprire che tutto è finto.
Con un qualcosa di barocco in più che forse è Roma. Colonna sonora di Brian Eno (meno silenzi morfinosi) e Telemann (ma senza sdilinquimenti lisergici).
Anzi il tutto è piuttosto serio, preciso, puntuale, tagliente, crudo e dettagliato.
Quasi un saggio etno-antropologico.
Ed è qui che il romanzo prende fiato per illuminare la dispersione degli ultimi sopravvissuti di antiche tribù, sopravvissuti piuttosto male, a dire il vero, ai propri padri. Ai nostri padri, quelli che hanno combattuto contro il potere per prenderselo e ci sono riusciti, e volevano rimanere sempre giovani solo loro e ci sono riusciti, divertendosela con feste, sesso libero, droga e a noi lasciando sensi di colpa, malattia e il Nuovo Che Avanza, e quel poco di eroina che sempre avanza dopo i grandi banchetti.
Disoccupati, sottopagati, scoglionati, scazzati sempre alla ricerca intensa di tutta la paccottiglia ingurgitabile, spiritualità ginniche e orientali, Madame Bovary di un'epoca già tutta vissuta da altri, non da noi.
La generazione Ikea, recita il paranoico Fight Club, con la stessa aria che ritroviamo nel più vecchio Tokyo Fist, viscerale e sconvolgente in una Tokyo che ti tramortisce di fobie claustrofobiche e di colori che feriscono le gengive, neanche a riempirti di acido in uno sgabuzzino in compagnia di un cane morto.
Hanno Rapito Gorbaciov sceglie come periferia qualsiasi di questo nuovo impero senza capitali e splendori Roma, che si scioglie e si deforma a dimensione di un vecchio bar da flipper.
La situazione la conosco, e mi dovrebbe tranquillizzare. Eppure mentre leggo un po' d'ansia mi sale.
Ma per fortuna ho rubato dei soldi a mia nonna e posso rimanere a leggere e non preoccuparmi di niente. A quanto è scritto qui sopra, fuori non tira buona aria. La voce del romanzo è chiara e piana. Ti racconta come stesse svolgendo un tema. Certe volte si dà un po' d'arie moraviane, e c'è tutto un sottofondo paesaggistico alla Moretti, ed anche un certo piglio polemico che ti tira su.
Spesso potrebbe essere anche una bella chiacchierata in pizzeria, una rimpatriata fra vecchi compagni. Però, poi, vedo che tutti cadono a terra ubriachi senza aver bevuto, e c'è una gran moria e molta paura.
E mi sale l'angoscia, e qui mi sa che parla di paranoia e claustrofobia.
Alla colonna sonora aggiungerei qualcosa dei Subsonica. Poi c'è il finale. Io sto sdraiato a leggere questo romanzo, delle formiche fanno avanti e dietro su una piastrella in fila, un gruppo sale e l'altro scende. Sbattono. Sembrano salutarsi ed annusarsi. Poi continuano la loro processione e non capisco se c'è un senso o meno in questo, mi alzo e le schiaccio tutte con un piede. Questo è il finale segreto del romanzo.
(P)&(C) CASTELVECCHI \ ROBBA COATTA FACTORY
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"OK il prezzo è giusto"
di Fabio Zanello
Ciao, io sono Gianfranco, ho 36 anni sono a casa questa mattina e questa mia situazione è quella del lavoro interinale.
Il lavoro interinale è quando chi ha bisogno di te ti chiama finchè ha bisogno, poi ti rimanda a casa e tu devi aspettare altro lavoro (interinale).
Io ad esempio sono perito elettronico e sono fidanzato con Serena, da tre anni.
Serena mi chiede quando avremo una casa un mutuo un bambino un cane, e io gli rispondo che non vedrei l'ora.
Lei fa la shampista in un grande negozio dove sono dodici sciampiste e dice che tutte amano i bambini, la famiglia,
lei ne vorrebbe tanti e li ama, e anch'io dico, i cani e il resto, ma come si fa col lavoro interinale?
E lei che si fa sempre un culo, tutto il giorno. Con quello che gli danno. Poi Serena ha altri sogni, tipo vorrebbe comprarsi una Smart.
La mattina guardo sempre la tv mentre Serena e al lavoro. I film che mandano li ho visti già tutti,
così, tanto perché non so che fare, mi guardo programmi come ad esempio Ok Il Prezzo è Giusto, programmi assurdi.
Oggi la Zanicchi presentava Pietro, uno che non ho capito in quale città abita ma come me ha detto in un comprensorio IACP,
dodicesima o tredicesima scala, e tutti i giorni fa la spesa sotto al Topdì. Anche noi qui nella piazzetta abbiamo il Topdì.
Un'aiuola cinque panchine sulla piazza c'è un bar.
Questo Pietro era diplomato perito elettronico, sposato però da tre anni, con famiglia;
bambino, un mutuo, casa un cane giacca cravatta un nodo un po' lento.
Anche lui, come me, alle prese con il lavoro interinale.
Tra i concorrenti c'era anche un meccanico col genero che voleva mettere il ponte elettronico in officina ma costava un botto. Una vecchia con figlie e nipoti a Melbourne che se vinceva li andava a trovare. Poi una tizia giovane, la campionessa.
Che ha detto che se vinceva non so quanti milioni, li dava tutti a una missione di don Ciotti,
per un villaggio di bambini recuperati, cioè tipo froci costretti a prostituirsi non ho capito bene.
Comunque era anche lei sciampista, sembrava Serena ma vestita da troia, anche lei diceva amava tanto i bambini ma in televisione si sa,
la inventano la realtà, alla tele la realtà è sempre camuffata.
Allora la Zanicchi ha chiesto Una casa bifamiliare per nonni nipoti suoceri cani babysitter cucina con gas a metano sei posti letto + uno settimana al campeggio di Pizzo Calabro, quanto fa?
E che cazzo ne so, ho detto io.
Chiedi un viaggio a Cuba con albergo all'Avana mulatta in camera o a nolo una settimana dove vanno ogni anno quelli del bar.
Che l'altr'anno, troppo divertente davvero, scopavano con due negre in una capanna e cantavano JocaJouer di Cecchetto
, cantavano Scopare pappa paraparappa paraparappa paraparà Inculare pappa paraparappa paraparappa paraparà Pompino pappa paraparappa paraparappa paraparà. E hanno fatto pure le foto, che io frega cazzo ci andrò a Cuba ma Serena.
Poi un'altra domanda è stata Una spesa di otto confezioni di scatole di alluminio
per forno 16 pacchi di Domopak sei confezioni di di tortine Nestlè nove pacchi di pannolini Setel e due di omogeneizzati, un Ajax tre rotoli di carta igienica Sofficè e sei barattoli di Kit e Kat per il vostro cane, urlava la Zanicchi, al Topdì quanto fa? Sofficè? Quanto fa? Ma magari un chilo di fumo un etto di coca un grammo di speed l'erba albanese che spingono al bar, due piazzati ai cavalli una tris al videopoker questo poteva chiedere quella, quanto fa. E l'ho detto che questi sono programmi assurdi.
Allora la Zanicchi apre un libro, Bene adesso vediamo questa. Una telefonata di vostra suocera
al salvavita Beghelli se voi siete a casa con vostra moglie e lei vi dice di correre perché ha un malore, quanto fa?
Salvavita Beghelli? Con l'166 chiami Jessica Rizzo sono 2500 £ al minuto o ChiaVami Scopami o Dolci & Perverse 1780 + IVA e Regine dell'Hardcore 1600 + IVA + tariffa intercontinentale, che arriverebbero certe bollette ma poi effettivamente questi 166 al minuto quanto fa. E io ho sempre telefonato dagli uffici tanto poi dopo tre mesi mi mandavano via e questo è uno dei vantaggi del lavoro interinale.
Allora chiedeva la Zanicchi arriva vostro cognato decidete per far contenta vostra moglie di fargli passare una bella serata con passaggio al teatro o all'opera e poi al ristorante, tutto convenzionato con una macchina a nolo Hertz. Che prendete in affitto per 24 ore. Quanto fa?
E che ne so. Il giro che facciamo sempre noi del bar è giù al Mattatoio dai trans, poi a Testaccio le negre e pure lì i trans, a Due Ponti le slave e al Bowling e all'Acqua Acetosa ti chiedono 30.000 50.0000 o 100.000 ma 100.000 a una troia chi gliele dà, e infatti con quelli del bar si è sempre finito con un pompino da una negra a 20.000.
Allora mi sono distratto, e Pietro aveva vinto un po' ma quasi niente la campionessa. Che era rammaricata per i bambini.
Poi a pranzo Serena ha chiamato e ha detto se oggi Ok Il Prezzo è Giusto lo avevo visto, anche loro in negozio lo avevano visto.
Perché ha detto sai oggi quello che si chiamava Pietro, non si chiama Pietro ma Gianluca ed è un ex di Fabrizia l'altra sciampista, uno che mentre stava con lei un anno fa andava a puttane fumava sempre pippava aveva le storie all'144
e un giorno ha preso ed è partito per Santo Domingo, pensa che assurdo che falsi sono a Ok Il Prezzo è Giusto.
Allora assurdo ho detto io ma figurati se in tv non è tutto camuffato e Serena pure ha spiegato che poi ti pare che una shampista dà tutto per una comunità di don Ciotti, si capiva che quella non poteva essere una sciampista, perché con quello che ti danno e il culo che ti fai tutto il giorno se lei vinceva si comprava la Smart, e infatti ha fatto proprio un sondaggio tra le sciampiste e non ce ne era stata una che non si sarebbe comprata una Smart diosantoincroceinchiodato ho gridato Non bestemmiare che sempre bestemmia e non sta bene se avessimo i bambini.
Allora ho detto che alla televisione sono proprio dei pezzi di merda e tra poco scendevo per andare al bar, lei dice Sempre al bar pure la sera al bar e io che cazzo ne so, mica posso restare tutto il giorno a casa guarda che è la tv, e questa è la situazione del lavoro interinale Non spendere niente a quei videopoker ma io neanche so che sono rispondo perché allora mi rode il culo Serena tu che lavori in un parrucchiere ti truccassi almeno un po' da troia la sera non solo per il parrucchiere Ricordati di comprare un Ajax o un Domopak al Topdì lei gridava mentre sbattevo la porta di casa che sempre mi piace fare le scale di corsa cantando pappa paraparappa paraparappa parà
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