tratti dall'album S(U)ONO DIVERSO - 2009

01. S(U)ONO DIVERSO

Se mi guardo attorno tutti vogliono tutto
dappertutto oltretutto è sempre più distrutto
e si circondano di cose per poi dare un senso
per riempire il vuoto immenso che hanno dentro.
E non gli basta mai e non gli basta mai
perché la brama di potere non ti passa mai.
E non gli basta mai e non gli basta mai
perché l’ultima moneta non si incassa mai.
Io non sono come gli altri,
io non faccio come tanti,
io non fotto coi potenti,
io non sono solo.
Io non sono tuo cliente
Io non voglio la tua merce,
io non sono un buon utente
io non sono solo.

RIT:
Quello che mi chiedono è quello che non do
perché sono diverso e suono diverso.
Quello che ora vogliono è quello che non ho
perché sono diverso e suono diverso.
Quello che domandano è quello che non so
perché sono diverso e suono diverso.
Quello che pretendono è quello che non do
perché sono lo stesso e suono diverso.

Fanno la corsa all’oro sopra i continenti
e fanno strage d’innocenti che chiamano perdenti,
come se è normale cane mangia cane
è fuori dalla jungla che ci stanno gli animali.
E non gli basta mai e non gli basta mai
perché l’invidia per qualcuno non li lascia mai.
E non gli basta mai e non gli basta mai
perché la smania di conflitto non gli passa mai.
Io non sono come gli altri,
io non faccio come tanti,
io non fotto coi potenti,
io non sono solo.
Io non sono tuo cliente
Io non voglio la tua merce,
io non sono un buon utente
io non sono solo.

RIT:
Quello che mi chiedono è quello che non do
perché sono diverso e suono diverso.
Quello che ora vogliono è quello che non ho
perché sono diverso e suono diverso.
Quello che domandano è quello che non so
perché sono diverso e suono diverso.
Quello che pretendono è quello che non do
perché sono lo stesso e suono diverso.

 

02. A TESTA ALTA

Sono figlio di nessuno ma non passo e non chiudo
e suonerò più duro senza calci in culo.
La vita me la sudo perché non c’ho il rango
quindi non mi illudo di restare in alto.
Vengo dal fango ma non sto strisciando,
tutto sta cambiando e non sto più scherzando.
La vita è una battaglia ma è anche mia l’Italia
a chi pensa che mi arrendo dico che si sbaglia.
E se ti incazzi hai la coda di paglia
e le mie rime danno fuoco alla sterpaglia,
il mio politico ha la faccia da canaglia
è tutta una teppaglia la vita è una battaglia.

RIT:
E se t’incazzi dillo a chi comanda
sempre a testa alta, resta in guardia,
schiva i colpi bassi e finchè li incassi
fa male ma fortifica!
E se t’incazzi dillo a chi comanda
sempre a testa alta, resta in guardia,
schiva i colpi bassi e finchè li incassi
saprà che non sei in vendita!

Non sono figlio di un politico e nemmeno un diplomatico,
ed il tuo senso etico è degno di un un eretico.
Il solo senso logico… è genealogico
ma sei vuoi fare il medico mi pare molto illogico.
Ci vuole un altro metodo tra merito e demerito
oppure qui per voi è solo un dito medio.
Io quando medito su questo nostro tempo
chi mi da l’esempio se è tutto uno scempio?
E se ti incazzi hai la coda di paglia
e le mie rime danno fuoco alle sterpaglia,
il mio politico si veste in calzamaglia
è tutta una teppaglia la vita è una battaglia.

RIT:
E se t’incazzi dillo a chi comanda
sempre a testa alta, resta in guardia,
schiva i colpi bassi e finchè li incassi
fa male ma fortifica!
E se t’incazzi dillo a chi comanda
sempre a testa alta, resta in guardia,
schiva i colpi bassi e finchè li incassi
saprà che non sei in vendita!

 

03. UN’ALTRA VOLTA

Fatalità per chi crede al destino
che chi invece lotta costruendo un cammino,
ma chi tiene il filo di ogni respiro,
La vita che vivo non so se la scrivo!
Fragilità è la nostra sorte
dall’uomo più ricco a quello più forte
e quante volte in quante circostanze
cambierei la carta proprio in quell’istante.

RIT:
Quante le cose che io cambierei
e quante quelle che farei
se io potessi ritornare indietro.
Quante parole che io non direi
e quante poi ne griderei,
un’altra volta di nuovo colpendo più forte.

Felicità questo è quello che voglio
quanti sbagli solo per orgoglio,
sopra questo foglio ora mi confesso
e faccio ancora in tempo a dare ancora un senso.
Formalità non ne ho mai fatte
pochi bla bla - molte parole schiette,
a tutti quelli che ci mettono etichette
tu rispondi che “ci vanno troppo strette”.
Quante balle quante calle, sento
come parole al vento è il mio testamento,
prendi emozioni e dalle,
se non le fai falle, se non le sai salle.
Gente uber alles fuori dalle palle
un piccolo gesto è il gesto più grande,
il resto del resto non è importante
la lotta è adesso e non sarò distante.

RIT
Quante le cose che io cambierei
e quante quelle che farei
se io potessi ritornare indietro.
Quante parole che io non direi
e quante poi ne griderei,
un’altra volta di nuovo colpendo più forte.

Ci alziamo cadiamo ma noi non molliamo,
sbagliamo impariamo ma poi non sappiamo
davvero dov’è che si viene e si va
tra casualità e possibilità. (x2)

RIT (x4)
Quante le cose che io cambierei
e quante quelle che farei
se io potessi ritornare indietro.
Quante parole che io non direi
e quante poi ne griderei,
un’altra volta di nuovo colpendo più forte.

 

05. SCAPPA

Odore, colore, stazza, razza,
ogni scusa è buona a spaccare una faccia,
a rompere il culo a qualcuno diverso
e non capire che sei tu che hai perso.
Tu col pedigree del bastardo puro,
che senza bastone è quello più insicuro.
Carica il tamburo in queste notti nere,
tu col pugno duro da giustiziere.
Scenderà la sera, calerà il silenzio
conta fino a cento, tanto poi ti prendo.
Giro giro tondo, scappa per il mondo
e poi di nuovo… (x2)

Rit:
Scappa – quando arrivano le guardie
Scappa – quando arrivano le spranghe
Scappa – quando arrivano di notte
Scappa, tu corri e … (x2)

Parma, Milano, Napoli, Roma,
le strade, le facce, la rabbia, la storia.
Chi scappa, chi fugge da un’altra nazione
e chi nasce qui “seconda generazione”.
Per uno sceriffo senza stella al petto
basta già l’aspetto per un sospetto,
se per te è perfetto premi quel grilletto
mira dritto al petto ma non starò zitto
Scenderà la sera, calerà il silenzio
conta fino a cento, tanto poi ti prendo.
Giro giro tondo, scappa per il mondo
e poi di nuovo… (x2)

Rit:

Facce da cazzo fanno ancora i razzisti,
ca ce scanzamme ‘e botte re trentotto ma che vist
st’Italia chiene e storie tristi
ci mancava solo ‘o ciato putrido re neonazisti.
Eppure ‘a luna parla ancora e cose bone,
Napule sona pe guagliuni nsiste,
Frsitail so chiù ‘e 10 anni a famm cresce
Ma nun me perdo pè nu flash e pe na pist.
Arraggia a Roma re fascist
a Napule Casale e scissionisti,
stanotte inzieme a Piotta n’ata strofa dinte a list,
istint istigazione a violez
stongastritt e frate e Castel Volturno c’accerist
a sang e friddo comme ‘a Cristo

Rit: (x2)

 

06. 22 MAGGIO 2008

E l’università sta là a pochi passi e quando passi a casa sono 2 gli abbracci:
1 per tuo padre, 1 per tua madre ed il quartiere è là con i suoi palazzi.
La doccia, la cena, la felpa nera, i soldi, la cuffia, l’i-pod, le chiavi e la benza,
il casco in testa e quello di riserva… le 10 in punto e siete già in partenza.
La vita è la scienza dell’esperienza e la vita è amore e non puoi farne senza,
una vita senza è così meno intensa e stare insieme e a lei per te è la quintessenza.
La notte è densa dopo tanta pioggia e ve ne andate in giro fino a San Lorenzo,
in un buio immenso che se ci penso questo Maggio qui mi sembra ancora inverno.

RIT:
Appuntamento col destino ma non so se sopravvivo
e se mi chiedi qual è il motivo, non lo so io non lo scrivo.
E se il motivo lo chiedi in alto forse ti risponderanno
ma tu prega mamma prega che se mi cerchi ti sto accanto.

Dall’altra parte c’è una vita vuota, una vita idiota che va avanti a coca,
tra pugni e violenza, un po’ di delinquenza… una vita persa nella strafottenza.
E non c’è droga che riempie il vuoto quando il cuore è freddo, freddo come neve
tra la Roma Bene con le ragnatele, con i soldi in tasca ma senza un mestiere.
Parlo di voi ma non sento niente per chi scappa anche dopo un incidente,
per l’onnipotente senza una patente per chi uccide gente come fosse niente.
Ed è tutto vero e quasi non ci credi che tanti progetti stanno in un cassetto
e non c’è più il calcetto e non c’è più il Muretto ma si sa che il mondo qui non è perfetto.

RIT:

 

E quel funerale era un matrimonio e se Dio ci assiste passerà anche l’odio,
ed era così vero come fossi io, come se quel figlio fossi stato io.
Come fosse mio pure quell’amore e quell’età che poi ti sembra la migliore,
che ti guardi attorno e credi alla giustizia, al bene, alla pace, al futuro che arriva,
all’amore eterno e forse questo è vero quando di mattina vi vedeste in cielo
belli come sempre, belli come il sole come in quella foto sopra al Messaggero.
Ed il tuo cuore batte e non si ferma adesso e tu lo puoi sentire con le mani al petto,
questa è per voi che non ci siete più, la meglio gioventù che guarda da lassù.

RIT:

 

07. SABOTAGGIO

RIT:
Alza la voce, i toni, i medi,
alza le mani, poi i pugni, poi i medi.
Alza la voce, i toni, i medi,
è il suono della voce di chi resta in piedi
e vedrai che trasmetteremo ancora
da un’altra frequenza che non spegneranno mai

Mi sembra che trent’anni fa di libertà
ce n’era tanta,
ed invece qua nella realtà di libertà
non ce n’è abbastanza.
Evoluzione - involuzione,
dimmi qual è che è la soluzione?
Le belle parole o lo stile selvaggio
pompare il dosaggio del sabotaggio.
Non sente, non parla, non guarda e non vede,
il mondo va a puttane e te che cazzo te ridi.

RIT:
C’è necessità di solidarietà
perché non si sta mai soli qua,
la chiami civiltà e dici che è il progresso
ma guarda il mondo come cazzo è messo!
Questa realtà è una proiezione,
per me sono ombre in televisione.
E’ come Platone ma non l’hai studiato,
la scuola è al collasso ringrazia lo Stato.
Non sente, non parla, non guarda e non vede,
il mondo va a puttane e te che cazzo te ridi.

RIT:
Zapata, Guevara, Mandela, Allende,
e adesso cerco un mito ma non trovo niente.
Non temo il futuro perché sono un futurista (x2).

RIT (x2)

Riprendila, conquistala, poi amala e non svenderla.
Difendila, …, poi prendila e non chiuderla.

Ho il mal di pancia e la terra trema
… e un’altra atmosfera.

 

09. TI AMO, TI ODIO

Quant’è meglio se ti spengo
quanto è il tempo che mi resta
per la testa perché pensa
quanto è stupida ‘sta stronza.
Con le chiacchiere da oca
con il culo e il perizoma,
con l’inganno che mi vendi
nel pacchetto sentimenti.
Tu che parli a tutte le ore
Tu che fingi la passione
Tu che con tette al silicone
tu che alzi la tua voce.

RIT:
Ricominciare adesso sarebbe veramente uno sbaglio
sarebbe come quando mi dicevi tu:
“Ti amo, ti voglio, ti odio
ma ricominciamo!” (X2)

Tu che cambi la morale
e che fai spendere e comprare,
TU che insegni che svoltare
non fa rima con sudare.
Quanto a sesso niente male
tu che offri ogni canale
e che prometti di cambiare
ogni campagna elettorale.
Tu mi entri nel cervello,
io non rientro nel modello
tu che abbassi il mio livello
io da oggi ti cancello.
RIT: (x2)

E’ un anno che ti spengo, ti accendo e ri-spengo
ma ora è giunto il tempo che ti tenga spento (x2).

RIT: (x4)

 

10. STIAMO TUTTI BENE

Non si fa festa ed è normale,
è un altro anno, un giorno speciale,
buon compleanno ovunque sia
dovunque sia sei nella mente mia.

Dovunque sia non c’è frenesia
mentre la follia qui pervade ogni cosa.
Ma se ti sogno poi mi sento meglio
rilassato e dentro ad un respiro lento.
Qui la vita è la stessa, la storia è la stessa
ma a me niente mi stressa.
E queste rime sono terapia a tutta l’idiozia
di chi butta via, la vita è mia e me la tengo stretta
come anni fa a quella tua maglietta.
Non ho più fretta di dimostrare
sono come sono prendere o lasciare.

RIT:
Stiamo tutti bene e stiamo tutti male
con un buco al cuore e non si può colmare.
Stiamo tutti bene e stiamo tutti male,
ma c’è tempo e il tempo non si può fermare.

Forse una storia poi non conta molto
se pensi a tutte le storie del mondo
ma le emozioni sono universali,
lacrime e sorrisi sono tutte uguali.
E quanta dignità e quanto coraggio,
e poi quel viaggio nascondeva il peggio,
era un deserto senza un miraggio,
un sequestrato e tutti in ostaggio.
Ma tu sei già fuori dalla stanza
e la felicità fa rima con abbondanza,
mentre qui da noi non ce n’è abbastanza
troppi ricordi dentro alla stanza.

RIT:
Stiamo tutti bene e stiamo tutti male
con un buco al cuore e non si può colmare.
Stiamo tutti bene e stiamo tutti male,
ma c’è tempo e il tempo non si può fermare.

E’ una luce fioca e quando poi divampa
si avvicina svelta al cuore che rallenta,
anche a luce spenta dona tanto amore
ma così tanto tanto tanto amore,
che se tornassi e me lo descrivessi
non troveresti le parole
non troveresti le parole.

RIT: (x2)

 

11. IL CONTO

RIT:
1 come il mondo in cui viviamo
2 io e te che ora lo cantiamo
3 è il futuro che non è lontano
… quanto sarà alto il conto che lasciamo?

Immagina il futuro – nasce dal presente –
chi dice che “è sicuro” e non è vero niente
Chi attacca e chi difende urlando forte
che di questo passo è una condanna a morte.
Tra gli affari sporchi di chi avidamente
non rinuncia a niente e vuole tutto sempre.
Il potente mente e mente anche a se stesso
giustificando tutto in nome del progresso,
Me lo chiedo spesso e provo disprezzo
perché dello sfruttamento sarà alto il prezzo,
quando busserà alla porta e chiederà il suo conto,
e vorrà pure gli interessi e non ci farà sconto.

RIT:

Arida, assetata terra impolverata
l’acqua non è privata perchè Dio che l’ha creata,
così come la foresta che gli cresce attorno,
come l’aria che respiri ogni santo giorno.
E’ nostro il mondo e non ha proprietari,
siamo essere umani e siamo tutti uguali,
dei figli che verranno e quelli appena nati,
e il futuro che vivranno è nelle nostre mani,
perché è già domani e voglio respirare
ma le polveri sottili fanno soffocare,
tra montagne di rifiuti e scorie nucleari
fino dentro al mare per farlo affogare.

Busserà alla porta con il conto
che non hai pagato mai,
è già domani adesso. (x2)

RIT: (x4)

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